Analgesico naturale
NOME COMUNE
Artiglio del diavolo
NOME BOTANICO
Harpagophytum procumbens D.C.
DESCRIZIONE
E’ una pianta erbacea perenne nativa del Sudafrica, dai fiori viola con caratteristica forma ad uncino.
PROPRIETA’ E UTILIZZI
L’artiglio del diavolo viene impiegato per il trattamento dei disturbi ossei e muscolari, tra cui artrosi, artriti, reumatismi, tendiniti e dolori cervicali o alla schiena. Ha effetto analgesico e antinfiammatorio, grazie al suo alto contenuto di arpogoside, per questo si è riscontrato un significativo beneficio nelle persone soggette alle suddette patologie che ne fanno uso frequente. Oltre ad avere effetto antidolorifico pare abbia anche buone proprietà ipouricemizzante, contrastando l’accumulo di acidi urici e quindi la gotta.
Viene spesso accomunato all’arnica, in quanto hanno un effetto simile, ma le differenze fanno si che sia preferibile utilizzare l’arnica per traumi, contusioni ed ematomi, mentre l’artiglio del diavolo è più adatto a trattare dolori cronici. La parte utilizzata in erboristeria è la radice.
L’artiglio del diavolo ha però alcuni effetti collaterali:
come tutti gli antiinfiammatori favorisce la produzione di acido da parte dello stomaco, per questo non è l’ideale se si soffre di acidità o gastrite.
Inoltre stimola le contrazioni uterine, e per questo è fortemente sconsigliato in gravidanza, a meno che l’intenzione non sia proprio quella di indurre le doglie.
CURIOSITA’
La sua forma, che ricorda appunto un artiglio o un uncino ha suscitato molte leggende popolari, tra cui proprio quella che si trattasse dell’artiglio del diavolo, da cui il nome. La leggenda è stata poi fomentata da alcuni animali che impazzivano al solo tocco di questa pianta. Potrebbe sembrare strano e inquietante, ma la realtà è molto più semplice. I frutti dell’artiglio del diavolo hanno delle escrescenze a uncino per aggrapparsi al pelo degli animali e essere trasportati lontano dalla pianta madre, ma queste punte acuminate potevano penetrare nel corpo o nelle zampe degli animali, provocando dolori atroci e facendoli quindi muovere come fossero indemoniati.
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